Il progetto ALVILDA IN ABO
Il progetto prevede la realizzazione dell’opera lirica barocca di Carlo Agostino Badia L’Amazzone corsara, overo L’Alvilda regina de’ Goti in vista della celebrazione di Turku-Åbo tra le capitali europee della cultura nel 2011. L’opera fu composta nel 1692 e la sua ultima rappresentazione risale ad oltre tre secoli fa; pertanto, la raccolta e la ricostruzione del corpus che la compone richiedono uno studio approfondito tanto delle sue caratteristiche testuali quanto dell’impianto musicale e degli aspetti scenico-teatrali.
La nuova messa in scena de L’Amazzone corsara assume particolare interesse in quanto anche l’ambientazione della vicenda narrata è «Abo, metropoli della Finlandia», e in particolare, nel caso del presente libretto, teatro della narrazione è il luogo dove si intende rappresentarla nell’agosto 2011: il castello di Turku. E’ forse il primo riferimento a Turku e al castello di Turku nella storia della letteratura italiana?
L’Amazzone corsara di Badia è un’opera drammatica e ricca di avvenimenti, e quindi fedele alla tradizione stilistica barocca. L'intreccio è basato sull’antica storia di una principessa dei Goti e di un principe dello Jutland che s’incontrano a Turku e sul Mar Baltico.
Di questa storia d’amore, presente nella letteratura europea a partire dal XI secolo, sono rimaste ben 11 versioni diverse nella storia dell'opera lirica italiana tra gli anni 1678 e 1731, tra le quali quella meglio conservata è L’Amazzone corsara di Badia. L’opera, che ora verrà ricostruita e rappresentata per la prima volta dopo 319 anni, sarà uno degli eventi di maggior rilievo del 2011.
I personaggi dell’amazzone corsara Alvilda e del principe Alfo furono descritti per la prima volta nell'opera di Adamo da Brema Gesta Hammaburgensis ecclesiae pontificum del 1070 ed in seguito in Gesta Danorum di Sàssone il Grammatico. La leggenda giunse a conoscenza dei lettori italiani, e quindi dei librettisti, grazie agli eruditi scandinavi Giovanni e Olao Magno, che pubblicarono le loro opere storiche a Roma nella metà del XVI secolo. Dei due eroi nordici si interessarono anche Torquato Tasso, Orazio Ariosto e Giacomo Cortone nel Cinque e Seicento.
Fu così che il tema di Alvilda e Alfo fu acquisito dalla cosiddetta terza scuola veneziana ed entrò nella tradizione operistica italiana. A inaugurare la tradizione fu, nel 1678, Alvilda in Abo (libretto di Ventura Terzago) di Antonio Bernabei, mentre l’ultima opera sul tema fu L’Alvilda (libretto di Apostolo Zeno) di Baldassare Galuppi, del 1737. Le opere furono scritte per i palcoscenici di Venezia, Monaco, Montecarlo, Innsbruck, Verona e Praga. Il più famoso tra i compositori che si ispirarono alla vicenda di Alvilda è Antonio Vivaldi, che la mise in musica nel 1731.
Il grande interesse suscitato dalla leggenda scandinava è legato alla figura della protagonista, incarnazione di una femminilità diametralmente opposta all’immagine della donna imperante all’epoca nell’Europa meridionale: Alvilda era una bellezza nordica e allo stesso tempo una guerriera corsara che sottometteva gli uomini con gran ferocia e seminava il terrore tra i navigatori del Baltico con il suo equipaggio di amazzoni. Poiché era anche la regina di Svezia, ossia dei Goti, il pubblico italiano dell’opera trovò naturale associarla al personaggio della regina Cristina di Svezia, che rinunciò al trono e si trasferì a Roma.
Nel cortile interno del castello saranno costruiti un palcoscenico e una platea di circa 1000 posti. L’opera avrà sette rappresentazioni e la regia sarà curata da Ville Sandqvist. L’orchestra Kuudennnen kerroksen orkesteri, completata con alcuni musicisti di Turku, sarà diretta dal maestro Anssi Mattila. Gli interpreti dei ruoli principali saranno resi noti in settembre 2009.
Se la situazione economica lo consentirà L’Amazzone corsara andrà anche in tournée a Tallinn, Innsbruck e Venezia.
Studio preliminare
La prima fase del progetto, che si collocherà dal 2009 al 2010, è dedicata ad un lavoro di studio e ricerca scientifica i cui risultati confluiranno in una pubblicazione a cura del prof. Totti Tuhkanen dal titolo Alvilda in Abo. L’antica leggenda nordica che conquistò l’Europa (2010, 260 pp.).
Scopo della prima parte dell’opera è di tracciare, in forma divulgativa, l’evoluzione storico-letteraria del tema, noto nelle antiche leggende scandinave e legato tanto al personaggio di Alvilda, quanto al luogo delle vicende, Turku, dopo l’anno 1000. Si mostrerà come esso andò affermandosi come topos letterario e raggiunse, ben cinquecento anni dopo, la cultura europea e in particolare quella italiana, dove divenne popolare tra i librettisti come soggetto di opera lirica, per poi finire nell’oblio intorno al 1740. L’analisi si soffermerà, inoltre, sulla rappresentazione scenica dell’opera barocca, sulla sua struttura linguistica e sulle caratteristiche stilistiche degli spartiti giunti fino a noi considerati in prospettiva storica.
La seconda parte della pubblicazione fornirà le trascrizioni letterali e le traduzioni complete dei libretti giunti fino a noi, nonché la partitura per orchestra composta da Carlo Agostino Badia con parti staccate.
Centrali nell’elaborazione dell’opera saranno i suoi destinatari, ovvero gli esecutori del progetto, il pubblico degli eventi culturali previsti a Turku per il 2011 e gli appassionati di opera lirica, sia in Finlandia sia a livello internazionale. Alvilda in Abo sarà pubblicata in finlandese e italiano.
T.T.